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OpenSource…cos’è?

Scopriamone i vantaggi e sfatiamo alcuni miti

Gianluca Milano

Postato il: 20-Mar-2019

Iniziamo con il precisare che OpenSource non significa free, gratis…o meglio non sempre. Ma tranquilli, scopriremo che significa molto di più!

 

OpenSource significa “codice aperto”, quindi il codice sorgente di un software è disponibile a chiunque, e chiunque può partecipare al suo sviluppo. Questo comporta che intorno ad un software OpenSource si crea spontaneamente una community di utilizzatori, sviluppatori, che forniranno un contributo determinante.

 

Infatti il ciclo di vita di un software è costituito da fasi altrettanto importanti di quella dello sviluppo, quali la fase di test, la correzione dei bug ma anche la review del codice, che significa riscrivere il codice continuamente in modo sempre migliore, più pulito, più efficiente.

Questo fa sì che un progetto OpenSource raggiunga spesso livelli qualitativi difficilmente raggiungibili da software proprietari.

 

A conferma di quanto appena detto, basti pensare a progetti OpenSource come Linux, divenuto in pochi anni il Sistema Operativo più famoso al mondo, nonché quello più utilizzato in ambiti Enterprise, dove contano l’affidabilità, la stabilità, la sicurezza.

 

Al punto che  particolari distribuzioni di Linux vengono utilizzate in ambito aerospaziale su satelliti dell’ESA, nonché in apparecchiature missilistiche o nelle apparecchiature di controllo ferroviario, tutti ambiti dove il controllo in tempo reale e l’affidabilità estrema sono fondamentali.

 

Un altro mito da sfatare è quello della sicurezza. Nell’immaginario comune un progetto OpenSource è sviluppato dal classico nerd quindicenne nel buio della sua stanzetta, e per quanto geniale possa essere, e per quanto bello ed utile possa essere il software che ha creato, resta sempre il sospetto che possa contenere delle backdoor che potrebbero mettere in pericolo i sistemi dell’azienda, o comunque che possa essere non sufficientemente sicuro dagli attacchi esterni quanto un software proprietario.

 

La realtà abbiamo però già visto che è ben diversa: c’è la community di cui abbiamo parlato poco fa, e molto spesso dietro ad un progetto OpenSource ci sono delle vere e proprie aziende, intenzionate a diventare milionarie, o ingegneri che lavorano per aziende come Google, che nel loro tempo libero (e non solo, visto che Google permette ed incoraggia queste iniziative anche durante l’orario di lavoro) danno vita a progetti spesso rivoluzionari…non il quindicenne asociale.

 

Inoltre il fatto che il codice sia disponibile a tutti, rende praticamente impossibile il fatto che esso possa contenere backdoor, malware, virus.

 

Anche la correzione dei bug e l’implementazione di nuove funzionalità è molto più veloce rispetto ad un software proprietario, perché le communities sono spesso composte da migliaia, decine di  migliaia di sviluppatori, ed i bug sono spesso risolti in ore, giorni…mentre se riscontrate un bug in Office, possono passare mesi prima che Microsoft rilasci la patch di correzione.

Sembra incredibile, eppure è così. Tanto che anche Microsoft, da poco, si è aperta alla filosofia OpenSource. Si, si tratta esattamente di una filosofia.

 

In definitiva, la filosofia OpenSource è vincente sotto tutti i punti di vista, ed è senza dubbio la nuova frontiera dell’informatica, che sta dando un impulso fondamentale a questo periodo di grossa evoluzione tecnologica. Ed infatti tutte le nuove tecnologie, parliamo di Machine Learning, Deep Learning, Blockchain, Internet Of Things, solo per citare le più famose, sono tutti progetti OpenSource.

 

Sarà un caso?

 

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