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Come cambia nell’era post covid la gestione del rischio?

Il 97% delle pmi italiane era impreparata all’emergenza sanitaria. Raffaele Russo, esperto di Risk Management e del mondo assicurativo ci parla di come le imprese italiane stanno affrontando questa "nuova normalità"

Redazione Cross Hub

Postato il: 05-May-2021

 

1) Buongiorno Raffaele, la ricerca realizzata da Cineas in collaborazione con l'Ufficio Studi di Mediobanca ha evidenziato che l’emergenza Covid-19 ha accelerato il ricorso a metodologie e strumenti di risk management nelle medie imprese italiane. Dal punto di vista operativo, potresti spiegarci cosa sta avvenendo?

 

Raffaele: Piccola premessa: l’intero Paese al 100% era impreparato all’emergenza e la mancanza di un piano pandemico aggiornato ne è la riprova.

 

L’indagine da te richiamata analizza le 10 categorie di rischio più rilevanti per le imprese medie intervistate, con fatturati ed occupati che al Sud sono pochissime.

 

Relativamente all’imprese del nostro territorio, prevalentemente Micro Imprese e PMI, più che di ricorso a strumenti di Risk Manangement parlerei di accentuata percezione del rischio.

 

Cresce la minaccia legata agli infortuni sul lavoro, alla Cyber Security, ed ai cambiamenti climatici.

 

Preoccupano i rischi regolamentari che interessano prevalentemente gli organi amministrativi e di controllo ed i rischi finanziari (insolvenza dei crediti)

 

Il mercato delle Polizze D&O, E&I, infatti attraversa una fase di Hard Market con ridotta capacità assuntiva e premi in forte rialzo, e le polizze credito hanno visto un aumento dei tassi e delle franchige.

 

2) Con la pandemia aumenta anche la gamma dei rischi d’impresa, ad esempio quelli legati alla gestione dello smart working, la cyber threat intelligence, ecc… Potresti dirci in questo contesto come cambia il ruolo del risk management e quali sono i benefici per le pmi italiane?

 

Raffaele: Le aziende ed i loro dipendenti hanno interpretato nei modi più disparati il cd. “smart working” che di ”agile” ed “ intelligente” ha mostrato davvero poco.

 

Se da un lato tale modalità ha permesso a moltissime realtà di non interrompere l’attività, evitando il blocco della produzione e della continuità aziendale, dall’altro lato non sono poche le criticità che l’hanno accompagnato, in particolare, per quanto riguarda la garanzia dell’integrità dei dati aziendali e, dal lato dei dipendenti, per la tutela della privacy.

 

E’ emersa la necessità di attuare o implementare strategie di protezione dal cyber-risks attraverso processi di assessment che consentono di individuare, monitorare, valutare e gestire i rischi e le vulnerabilità di un sistema informatico.

 

I benefici per le imprese deriveranno quindi solo da una corretta consapevolezza dei rischi che corrono.

 

Infine da non sottovalutare l’incremento degli infortuni domestici. In questo periodo, nel quale la casa è il nostro mondo, dobbiamo fare maggiormente attenzione a non incappare in incidenti: ogni anno più di un italiano su 10 viene coinvolto in un incidente domestico, ma i dati sono in aumento.

 

Secondo una recente indagine condotta dall’ISTAT la stima nell’arco di 12 mesi è di 2 milioni e 800 mila persone circa coinvolte in un incidente nella propria abitazione, ovviamente l’incidenza del rischio è direttamente proporzionale alla quantità di tempo trascorsa in casa.

 

Il sito del Ministero della Salute ha dedicato una pagina alla questione degli incidenti domestici ed indica che la maggior parte degli inconvenienti riguarda cadute, ferite da taglio, ingestione di corpi estranei, soffocamento, avvelenamenti e intossicazioni alimentari o da sostanze tossiche con le quali si viene a contatto accidentalmente (detersivi, disinfestanti, etc).

 

Certo la nostra abitazione non è pericolosa come un’acciaieria ma certamente più di un ufficio lo è.

 

3) L’emergenza Covid -19 ha evidenziato il ruolo centrale del risk management per la tutela delle imprese. Rispetto ai rischi invece, potresti illustrarci le principali categoria per le quali la Pandemia ha comportato la necessità di ricorrere a specifiche soluzioni assicurative?

 

Raffaele: Certamente è mutata ed accresciuta da parte delle imprese sia la percezione dei rischi sia delle conseguenze che questi potrebbero riverberare sulla stessa sopravvivenza dell’azienda.

 

Le maggiori Compagnie Assicurative avevano comunque già le soluzioni assicurative e solo la diversa sensibilità tra le PMI sta portando ad un aumento delle garanzie richieste, visto che le Grandi Aziende sono spesso dotate di Risk Managers interni.

 

Si rileva un incremento delle polizze PROTECTION e quindi quelle relative alla Vita, alla Salute agli Infortuni e le LTC in caso di invalidità permanente.

 

Oggi il lavoro precario con insoddisfacente grado di assistenza garantito dalla Stato rende indispensabile costruirsi un futuro ”garantito” attraverso soluzioni assicurative adeguate e coerenti con le aspettative di ciascuno: imprenditori, manager,  dipendenti, collaboratori o Partite IVA e infine i Gigger lavoratori della GIG economy.

 

4) La preoccupazione, soprattutto finanziaria per le pmi nel periodo storico che stiamo vivendo è evidente. Con l’emergere di nuovi rischi dai quali le aziende italiane hanno l’esigenza di tutelarsi, potresti dirci come il mondo assicurativo sta cercando di rispondere a quest’esigenza? E come stanno mutando le strategie delle assicurazioni per rispondere in maniera efficace alla sofferenza delle imprese in cerca di protezione?

 

Raffaele: Più che di innovazione di prodotti parlerei di innovazione di processi. La vera disruption nel settore assicurativo è oggi rappresentata dalla crescita delle imprese legate all’INSURTECH.

 

Una recente analisi redatta dall’Osservatorio Fintech & Insurtech della School of management del Politecnico di Milano ha illustrato l’impatto delle tecnologie sul mercato assicurativo delineando futuri scenari in Italia.

 

Nel 2021 l’Insurtech procederà con sempre maggiore decisione lungo il percorso digitale intrapreso negli ultimi anni e accelerato dalla pandemia, raccogliendo i frutti della spinta alla digitalizzazione impressa dal Covid19.

 

Ecco i termini con i quali fare i conti nel prossimo futuro delle assicurazioni:

  • Digitalizzazione
  • Blockchain
  • Iot e dispositivi wereable
  • Telemedicina
  • Teleassistenza
  • Teleperizie
  • Realtà Virtuale, Realtà Aumentata Realtà Mista
  • Riconoscimento con parametri biometrici
  • Medicina predittiva (Polizze Vita, Infortuni e Sanitarie)

 

5) Nell’era della pandemia la cultura del risk management è fondamentale per il presente e il futuro delle imprese che vogliono sopravvivere e mantenere la competitività. Secondo te quali saranno i trend e gli sviluppi futuri?

 

Raffaele: Partirei dall’autorevole analisi presentata recentemente dall’IVASS – Istituto di Vigilanza del settore Assicurativo- su trend dell’offerta assicurativa relativi al II semestre 2020. Si riferisce, come di consueto, ai nuovi prodotti lanciati dalle imprese di assicurazione nel periodo di osservazione, con l‘obiettivo di offrire un quadro delle tendenze in atto, a prescindere dal successo commerciale degli stessi.

 

Nei rami danni le principali aree di business in cui l’industria assicurativa sta esplorando nuove soluzioni, taylor-made e modulari, spesso contraddistinte da coperture a connotazione digitale, continuano a riguardare i settori della mobilità, salute, casa e cyber.

 

Sono stati lanciati: un progetto che mette a disposizione dei clienti una customer journey completamente digitale e innovativa, dal processo di sottoscrizione (con anche supporto di una chatbot) alla gestione ad esempio di una polizza casa; una web app per la denuncia di sinistro online che digitalizza la compilazione del modulo di costatazione amichevole sottoscritto a seguito di un incidente stradale e un innovativo programma di formazione per migliorare l'interazione con la clientela anche in remoto e la proposizione commerciale del personale di agenzia.

 

Di assoluta novità una polizza fideiussoria digitale su tecnologia Blockchain a copertura della realizzazione di opere di bonifica che ha come beneficiario il Comune. L’utilizzo di tale tecnologia ha lo scopo di prevenire il fenomeno in crescita delle frodi nel settore degli appalti pubblici.

 

Voglio però concludere con un celebre aforisma di Niels Bohr, premio Nobel per la fisica: ”E’ difficile fare previsioni soprattutto se riguardano il futuro”.

 

Le assicurazioni non ci permettono di leggere nella sfera di cristallo ma ci permettono di far fronte agli eventi spiacevoli, con un supporto finanziario che può rappresentare la nostra capacità di rialzarci o rimanere giù.

 

Insomma è una ricarica di resilienza e tutti ne abbiamo bisogno!

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