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I contratti di sviluppo a supporto dei programmi di investimento delle imprese

Breve panoramica sulle opportunità offerte nei processi di innovazione e sviluppo sostenibile in linea con gli obiettivi di industria 4.0

Liliana Speranza

Postato il: 17-Apr-2019

Il contratto di sviluppo, operativo dal 2011 finanzia gli investimenti strategici e innovativi di grandi dimensioni rappresentando

un’ importante opportunità per le imprese che  intendono innovare e crescere a vantaggio dell’intero sistema economico.

 

Lo strumento nasce per promuovere la riqualificazione settoriale, lo sviluppo di filiere e l’attrazione degli investimenti esteri, attraverso la creazione di reti di imprese e la promozione di investimenti in ricerca industriale, sviluppo sperimentale ed innovazione nel settore industriale, turistico e della tutela ambientale.

 

Il contratto di sviluppo sostiene  programmi di investimento produttivi strategici ed innovativi, con progetti non inferiori a 20 milioni di euro che sono ridotti a 7,5 milioni di euro per l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

 

Le agevolazioni sono commisurate alle esigenze dell’investimento, sono previsti oltre al contributo a fondo perduto anche finanziamento agevolato e il contributo in conto interessi. La dimensione degli incentivi dipende dalla tipologia di progetto  dalla localizzazione dell’iniziativa e dalla dimensione dell’impresa.

 

Nel corso degli ultimi  anni, sono state riviste  le procedure per contenere al massimo i tempi necessari all’assegnazione dei finanziamenti che oggi possono contare su di un ammontare cospicuo di risorse in tempi piu’ certi rispetto al passato.

 

Dal 2011 sono state presentate 678 domande di cui: 14 tutela ambientale ( 2%)  249 turismo (37,11%), 40 servizi alle imprese (5,96%), 184  agroalimentare (27,42%) , 17 automotive (2,5%), 14 chimica (2%),  54 meccanica (8,49%),  26 commercio  (3,87%), 22 energia (3,28%).

La maggioranza riguarda investimenti produttivi  nel settore del turismo ed agroalimentare, per l’ 80,03% presentate da imprese del mezzogiorno.

 

Al 1 luglio 2018 risultano ammessi 127 progetti (di cui 37,39%  nel settore agroalimentare, 15,25% nel settore turistico, 0,85% tutela dell’ambiente, 4,24% telecomunicazioni, 1,69% servizi alle imprese, 7,63% sanità, 16% meccanica, 5,08% automotive, 4,24% chimica, 5,08% legno e carta) di cui l’ 84,75% nel mezzogiorno con  4,7 miliardi di euro  di investimenti e 67.873 posti di lavoro creati o salvaguardati.

 

In base alle recenti normative il contratto di sviluppo intende fornire una corsia preferenziale (fast track) per le risorse e una riduzione dei tempi, stimolando l’intervento finanziario delle regioni, attraverso uno strumento efficace per il perseguimento degli obiettivi della Smart Specialization Strategy territoriale ed infine accelerando la realizzazione di programmi di sviluppo di rilevante dimensione e impatto sui territori, soprattutto nel Mezzogiorno.

 

La normativa attualmente in vigore è il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 9 dicembre 2014 modificata, con il Decreto del Ministero del sviluppo economico dell’8 novembre 2016 con una forte riduzione dei tempi  di valutazione delle proposte e di erogazione delle agevolazioni.

Complessivamente si passa dai 150 giorni previsti prima agli attuali 110 ed  un maggior coinvolgimento, anche finanziario, delle Amministrazioni Regionali nelle proposte ritenute strategicamente rilevanti.

 

Con l’introduzione degli accordi di programma,  una nuova procedura a favore dei progetti strategici di grandi dimensioni, che prevedono investimenti per almeno €50 milioni; €20 milioni per il settore della trasformazione dei prodotti agricoli di rilevanza strategica, con la presenza di almeno uno dei seguenti elementi distintivi:

 

  1. un significativo impatto occupazionale,
  2. la capacità di attrazione degli investimenti esteri,
  3. la coerenza con le direttrici di Industria 4.0

 

Invitalia dà a questi progetti la priorità nella prenotazione delle risorse e nei tempi di valutazione e di attuazione.

 

Con il decreto Mise del 9 maggio 2017, pubblicato in G.U. il 22 maggio 2017, è stata costituita una riserva di oltre 229 milioni di euro, a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 per il finanziamento degli Accordi di Sviluppo. 

In particolare vengono destinati 164,6 milioni a Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia; 18,4 milioni per Abruzzo, Molise e Sardegna e 46 milioni per il resto del territorio nazionale.

 

Il decreto ministeriale del 23 marzo 2018 ha ampliato le modalità di intervento in favore delle imprese, prevedendo la possibilità per il "soggetto gestore", ad integrazione delle agevolazioni di natura contributiva o di finanziamento già previste, di intervenire alle normali condizioni di mercato nel capitale di rischio del soggetto proponente.

 

Il nuovo articolo 8-bis del decreto del 9 dicembre 2014 e ss.mm.ii. stabilisce le modalità del suddetto intervento che può essere attuato, su richiesta del soggetto proponente, mediante l’assunzione di partecipazioni temporanee e di minoranza nel capitale sociale; l’intervento è consentito – nei limiti ed alle condizioni previsti dal citato articolo 8-bis - per le sole iniziative ubicate nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia oggetto di Accordi di programma o di sviluppo finalizzati al rilancio produttivo di stabilimenti industriali di rilevanti dimensioni, altrimenti dismessi o comunque nei quali l’attività produttiva è stata o verrebbe interrotta.

 

Per i contratti di sviluppo sono state assegnate risorse finanziarie per oltre 1.998,9 milioni di euro con  una riserva, pari a 340,73 milioni di euro per il finanziamento degli Accordi di sviluppo e degli Accordi di programma.

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