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Applicazioni di “Contact tracing” per combattere il Covid-19

Diritti individuali ed interesse pubblico

Diego Mensitieri

Postato il: 27-May-2020

Governi e aziende private si stanno orientando verso l'uso di soluzioni basate sui dati finalizzate al contenimento del contagio da COVID-19. Ma l’utilizzo delle app per il “contact tracing”, il tracciamento degli spostamenti delle persone, sollevano numerosi problemi di privacy oltre a dubbi di efficacia.

 

Nessuna app di tracciamento COVID-19 funzionerà in assenza di test diffusi e interviste personali da parte di personale sanitario che confermino la presenza del virus in un soggetto!

 

È lecito domandarsi: l’app funzionerebbe? Non è eccessivamente intrusiva nelle nostre libertà? Ci sono garanzie sufficienti?

 

La questione è rapidamente diventata sovranazionale, sollecitando l’intervento della UE per il tramite dell’EDPB (European Data Protection Board), l’organismo cui compete la supervisione delle autorità garanti della protezione dei dati personali nell’Unione Europea.

 

Attraverso la Guideline 04/2020 del 21 aprile scorso, L’EDPB ha disegnato il contesto entro il quale una app di tracciamento dei contatti possa servire l’interesse pubblico alla salvaguardia della salute senza infrangere il regolamento europeo per la protezione dei dati personali n.679/2016 (il GDPR).

 

Il principio fondamentale è che l’utilizzo dell’app di contact tracing deve essere volontario, non obbligatorio. L’adesione volontaria comporta che l’elaborazione dei dati personali da parte delle autorità pubbliche non abbia necessariamente bisogno del consenso. In questo caso, infatti, le regole del GDPR non sarebbero violate, perché esiste una necessità di operare in nome dell’interesse pubblico.

 

L'EDPB ritiene generalmente che i dati e la tecnologia utilizzati per aiutare a combattere il COVID-19 dovrebbero essere usate per abilitare, piuttosto che per controllare, stigmatizzare o reprimere gli individui. Inoltre, mentre i dati e la tecnologia possono essere strumenti importanti, hanno limiti intrinseci e possono essere efficaci solo facendo leva su altre misure di sanità pubblica. I principi generali di efficacia, necessità e proporzionalità devono guidare qualsiasi misura adottata dagli Stati o istituzioni dell'UE che prevedono il trattamento di dati personali per combattere COVID-19.

 

Altro indirizzo importante dell’EDPB è che l’app non deve rintracciare i singoli movimenti di un individuo, ma riportare solo informazioni di prossimità.

 

Le più rilevanti considerazioni nella Guideline 04/2020, relativamente alle app di contact tracing, prevedono che:

 

  • il titolare del trattamento dei dati deve essere possibilmente il servizio sanitario nazionale;

 

  • i principi di data minimization e data protection by design e by default impongono che:
  1. le app di tracciamento dei contatti non richiedono il tracciamento della posizione dei singoli utenti. Solo i dati di prossimità dovrebbero essere utilizzati;
  2. L'applicazione non deve raccogliere informazioni non correlate o non necessarie, che possono includere stato civile, identificatori di comunicazione, voci della rubrica delle apparecchiature, messaggi, registri delle chiamate, dati sulla posizione, identificativi dei dispositivi, ecc.
  3. Poiché le applicazioni di tracciamento dei contatti possono funzionare senza l'identificazione diretta delle persone, misure appropriate dovrebbero essere messe in atto per impedire la re-identificazione.
  4. le informazioni raccolte devono risiedere solo sulle apparecchiature terminali dell'utente; le informazioni pertinenti dovrebbero essere raccolte quando assolutamente necessario.
  5. I dati trasmessi dalle applicazioni devono includere solo alcuni identificatori univoci e pseudonimi, generati e specifici dell'applicazione. Tali identificatori devono essere rinnovati periodicamente, con una frequenza compatibile con lo scopo di contenere la diffusione del virus e sufficiente a limitare il rischio di identificazione e di tracciamento fisico delle persone.

 

  • L'attuale crisi sanitaria non deve essere utilizzata come un'opportunità per uno sproporzionato periodo di conservazione dei dati. Le limitazioni allo stoccaggio devono tenere conto delle reali esigenze e della rilevanza medica (ciò può comprendere considerazioni motivate dall'epidemiologia come il periodo di incubazione, ecc.) e i dati personali dovrebbero essere conservati solo per la durata della crisi COVID-19. In seguito, come regola generale, tutti i dati personali devono essere cancellati o resi anonimi.

 

  • Le app non possono sostituire, ma solo supportare, la tracciabilità dei contatti manuale eseguita da personale sanitario qualificato. Procedure e processi, inclusi i rispettivi algoritmi implementati dalla app, dovrebbero funzionare sotto la stretta supervisione di personale qualificato al fine di limitare la presenza di falsi positivi e negativi.

 

  • Qualsiasi server coinvolto nel sistema di tracciamento dei contatti deve raccogliere solo la cronologia dei contatti o gli identificatori pseudonimi di un utente diagnosticato infetto a seguito di una corretta valutazione effettuata dalle autorità sanitarie e di un'azione volontaria dell'utente.

 

  • Tecniche crittografiche all'avanguardia devono essere implementate per proteggere i dati archiviati in server e applicazioni, e gli scambi tra applicazioni e server remoto. È inoltre necessario eseguire l'autenticazione reciproca tra l'applicazione e il server.

 

  • La segnalazione di utenti infetti da COVID-19 sull'applicazione deve essere soggetta a un'autorizzazione adeguata, ad esempio mediante un codice monouso legato a un'identità pseudonima della persona infetta e collegato a una stazione di prova o a un operatore sanitario. Se la conferma non potesse essere ottenuta in modo sicuro, non dovrebbe aver luogo alcun trattamento dei dati che presupponga la validità dello stato dell'utente.

 

In conclusione, non si dovrebbe scegliere tra una risposta efficace alla crisi attuale e protezione dei nostri diritti fondamentali: possiamo raggiungere entrambi e, inoltre, i principi di protezione dei dati possono svolgere un ruolo molto importante nella lotta contro il virus.

 

La legge europea sulla protezione dei dati consente l'uso responsabile dei dati personali per la gestione della salute pubblica, garantendo allo stesso tempo che i diritti e le libertà individuali non vengano erosi in questo processo.

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