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Tecnologie verdi: il rispetto dell'ambiente aiuta anche l'innovazione dell'impresa.

Le caratteristiche principali delle eco-tecnologie.

Remigio Sciarra

Postato il: 16-Jan-2019

L’Hub “Innovazione e Startup” di Cross Hub, mi ha stimolato ad approfondire tematiche legate all’innovazione tecnologica, accrescendo la mia sensibilità al tema del cambiamento e dello sviluppo. 

 

L’innovazione che ci appassiona è quella che ha un impatto tangibile sulla qualità della vita e che possa costituire opportunità concrete per l’imprenditoria. In tale ambito, la mia formazione culturale e professionale, di carattere prettamente tecnologico e scientifico, non poteva esimermi dall’affrontare un argomento, quello delle tecnologie verdi, che tanto interesse sta riscuotendo. Questo articolo prende spunto da uno studio, condotto da un team di ricercatori della Duke University. 

 

Cominciamo col dire che le cosiddette “tecnologie verdi”, anche conosciute come “eco-tecnologie” (ecotech), corrispondono all’applicazione di un gruppo di discipline, metodi e materiali in continua evoluzione, con il fine di apportare innovazioni e migliorie nella vita quotidiana delle persone. Le caratteristiche principali di questa tipologia di tecnologie sono:

 

  • sostenibilità, vale a dire non dannose per le riserve naturali e che non compromettono il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni future; 
  • riciclabili riutilizzabili;
  • innovative e alternative, rispetto alle correnti tecnologie che possono danneggiare l’ambiente;
  • realizzabili ed applicabili, con la possibilità di creare anche un’attività economica che apporti benefici all’ambiente,  quindi, all’umanità.

 

Le tecnologie verdi ricoprono dunque varie tematiche, tra le quali ricordiamo l’energia rinnovabile, le nanotecnologie e la chimica sostenibile, l’architettura, la ricerca alimentare, etc.

Lo studio condotto dai ricercatori della Duke University giunge alla conclusione che:

«la diffusione globale delle tecnologie verdi deve accelerare in modo significativo al fine di evitare futuri rimbalzi delle emissioni di gas serra».

 

Il principale autore dello studio, l’italiano Gabriele Manoli, che ora lavora all’istituto di ingegneria ambientale dell’ETH Zürich, spiega che «… sulla base dei nostri calcoli, non riusciremo a soddisfare gli obiettivi sul riscaldamento climatico stabiliti dall’accordo di Parigi, a meno di accelerare la diffusione delle tecnologie pulite». Quanto?  Circa 10 volte più velocemente rispetto al passato». Sono infatti «necessarie nuove strategie radicali per implementare i progressi tecnologici su scala globale e a tassi senza precedenti, se devono essere raggiunti gli attuali obiettivi di emissioni».

 

Come sono giunti a questa conclusione? I ricercatori hanno utilizzato trend storici insieme alle proiezioni di crescita della popolazione mondiale e sono stati in grado di stimare il probabile ritmo dei futuri incrementi delle emissioni e di determinare anche la velocità con cui devono avanzare l’innovazione tecnologica e la diffusione delle tecnologie verdi per contenere il riscaldamento globale al di sotto dell’obiettivo massimo di +2°C – un impegno sottoscritto anche dall’Italia – concordato a Parigi.«Non è più sufficiente avere tecnologie per la riduzione delle emissioni – sottolinea Manoli – Le dobbiamo incrementare e diffondere a livello globale a una velocità senza precedenti».

 

Come dimostra la storia recente, i ritardi nel raggiungimento di scopi analoghi non sono solo di natura tecnica, ma possono essere causati da ostacoli di natura economica e politica. Ora però, è necessario accelerare di 10 volte la diffusione delle tecnologie verdi per ritardare l’orologio del declino del nostro pianeta.

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