Back covid-19 e crisi mercato birra artigianale

Innovazione e sostenibilità: anche per il comparto delle birre artigianali sono la ricetta per uscire più forti di prima dalla pandemia

Ne parliamo con Vincenzo Caso, imprenditore di lungo corso e fondatore del Birrificio Artigianale Napoletano, il primo in Italia con un impianto di produzione 4.0 e con un laboratorio di analisi interna

Luca Genovese

Postato il: 17-Feb-2021

1) Buongiorno Enzo, nel corso degli ultimi anni il segmento delle birre artigianali in Italia è cresciuto in maniera significativa tanto da conquistare nel tempo una rilevante quota di mercato all’interno del comparto brassicolo.

In un contesto così dinamico e sempre più ricco di players nazionali e internazionali, come nasce il progetto del Birrificio Artigianale Napoletano e della birra artigianale N’Artigiana?

 

Vincenzo: 

Nato nell'ottobre del 2019, il Birrificio Artigianale Napoletano, trae origine dalla mia personale esperienza imprensitoriale e di quella della mia famiglia.

In particolare, le esperienze formative di uno dei miei figli, Fabio Caso, hanno permesso la nascita dello stabilimento. È lui infatti, il mastro birraio, nonché direttore dello stabilimento. Segue ogni processo di produzione, dalla cotta al confezionamento prestando grande attenzione alle fasi di sterilizzazione e lavaggio dei macchinari.

 

Dopo circa quarant’anni di esperienza nel settore distributivo ho deciso di continuare ad investire sul territorio partenopeo inaugurando il primo birrificio artigianale della città di Napoli con un impianto di produzione proprio ed un laboratorio interno dedicato alle analisi chimico-fisiche e microbiologiche dei prodotti.

Amo la mia terra profondamente e non avrei mai immaginato una birra diversa da quella che oggi è N’artigiana, una birra autenticamente napoletana nel gusto e soprattutto nelle sue radici, nei suoi valori.

 

Il desiderio di voler creare un prodotto a marchio proprio che si ispirasse alle migliori eccellenze napoletane, ha costituito una bussola di riferimento per l’inizializzazione del progetto e devo dire che, nonostante il periodo complesso e delicato cui il nostro settore riversa, siamo riusciti nel nostro intento creando il primo birrificio della città di Napoli con un impianto di produzione proprio, anche grazie al prezioso supporto di Cross Hub che ci ha affiancato dall’ideazione del progetto fino alla fase di startup.

 

L’espressione “la prima birra prodotta con il Sole di Napoli” nasce dalla volontà di voler esprimere la nostra attenzione al rispetto dell’ambiente e del consumatore.

Il birrificio, infatti, può contare su di un impianto di produzione all’avanguardia con tecnologie perfettamente interconnesse tra loro, in grado di garantire un costante controllo della qualità lungo l’intero ciclo di lavorazione e la persistenza del gusto delle birre nel tempo, preservandone le proprietà organolettiche.

Un impianto fotovoltaico di 150 KW/h che rende l’intera produzione sostenibile e ad impatto zero, ed un’area esterna dedicata al trattamento e sanificazione delle acque reflue.

Per questo motivo mi piace affermare che l’energia solare sia l’ingrediente prezioso delle nostre birre.

 

 

2) Quali sono le caratteristiche distintive che rendono il Birrificio Artigianale Napoletano differente dalle altre numerose realtà presenti sul territorio?

 

Vincenzo: Intanto è il 1° birrificio, come detto prima, che nasce nel cuore di Napoli e con un laboratorio interno.

Negli ultimi anni sono molti i micro-birrifici nati qui sul nostro territorio ma nessuno ha dato così tanta attenzione all’aspetto microbiologico dei prodotti.

 

Solitamente si preferisce affidarsi ad enti esterni, mentre, sin da subito era chiara per me l’idea di creare un impianto che avesse all’interno uno spazio dedicato al controllo qualità per evitare ogni rischio di contaminazione. 

 

Un’altra scelta importante è stata quella della realizzazione dell’impianto di depurazione delle acque in ingresso e soprattutto in uscita. Le acque in entrata vengono trattate mediante impianti di osmosi che consentono di abbattere la conducibilità e la durezza, eliminando eventuali contaminanti e migliorandone le caratteristiche necessarie per le lavorazioni.

Dalla scelta del mastice per i nostri tappi in Oxygen Scavenger al colore e forma della bottiglia, dai controlli microbiologi in laboratorio al confezionamento, tutta la produzione è volta a ridurre a zero il rischio di ossidazione e contaminazione delle nostre birre.

Nel completo rispetto dell’ambiente e del consumatore, trasformiamo gli scarti di produzione in preziosa risorsa.

Queste piccole ma importanti attenzioni contraddistinguono la nostra realtà dalle altre presenti sul territorio.

 

La visione sostenibile, sicuramente, è distintiva in questo.

Il Birrificio Artigianale Napoletano è… tradizione, innovazione, artigianalità e sostenibilità sono i nostri valori ed i nostri punti di forza.

Tutto si traduce in materie prime, processi, impegno, responsabilità, valorizzazione del territorio, ambizione e tradizione.

Ecco, la valorizzazione del territorio è un altro aspetto a cui teniamo molto.

Con N’artigiana, infatti, stiamo cercando di offrire sul mercato più di una semplice bevanda; quanto piuttosto un progetto volto alla valorizzazione di quei valori, quelle tradizioni che rendo Napoli, una città universale.

La nostra è una dichiarazione d’amore per la nostra terra, a prova del fatto che, nascere, crescere e scegliere ogni giorno Napoli vuol dire essere veracemente napoletani…

 

 

3) Il Birrificio Artigianale Napoletano è una azienda giovane, nata nel 2019, ma che è riuscita ad ottenere una immediata riconoscibilità ed apprezzamento da parte del mercato. Qual è stata secondo te, la chiave del successo?

 

Vincenzo: Sicuramente la qualità del prodotto, la ricerca dell’eccellenza.

I nostri clienti hanno riposto grande fiducia nei nostri confronti sin da subito e il motivo principale di questo legame è stato senza dubbio la riconoscenza per un’attenzione meticolosa dalla scelta delle materie prime ai processi di imbottigliamento.

 

Lo sguardo all’innovazione. Anche questo credo che sia un aspetto importante. Essere accreditati come primo birrificio artigianale 4.0 in Italia, è stato un grande passo verso l’ottenimento di una immediata riconoscibilità. E poi, la cura dei dettagli, dei colori, del materiale riciclato per il pop, il packaging delle nostre bottiglie, sono stati tutti elementi determinanti.

 

N’artigiana ha un’identità precisa, elegante, napoletana.

Lo stile richiama la tradizione. Il nome, il sapiente lavoro dei nostri maestri artigiani che, dalla lavorazione della seta, all’arte presepiale, sono capaci ancora oggi di incantare il mondo con i loro piccoli e grandi capolavori.

Infine, la concretezza della nostra visionale solidale e legata al territorio. Le due iniziative solidali, "Je Sto Vicino a te" e "N’artigiana & San Gregorio Armeno" hanno reso ancor più forte il legame tra il Birrificio e Napoli, tra N’artigiana e i gli artisti napoletani, tra la nostra mission ed il sostegno concreto e reale alla realtà partenopea.

Questo è stato, senza alcun dubbio, grande motivo di apprezzamento 

 

 

4) Oggi la pandemia sta mettendo a dura prova il settore Horeca, principale canale distributivo delle birre artigianali. Come state fronteggiando questa situazione?

 

Vincenzo: Ci piace pensare che un popolo è un grande popolo se dimostra di essere tale nei momenti di difficoltà. E i napoletani, come sempre nelle vicissitudini della storia, riescono a resistere ai colpi mettendo in campo magnifiche strategie resilienti. 

Così è successo anche a noi. Un’azienda giovanissima, nata in concomitanza a ciò che da qualche tempo ha stravolto le nostre vite: il Covid-19.

 

I punti vendita che serviamo ogni giorno sono chiaramente costretti ad un regime restrittivo che penalizza il consumo serale e quindi del comparto birre.

Tuttavia, se da un lato, la pandemia ha rallentato le vendite agli esercenti, d’altra parte ci ha dato la possibilità di rivolgerci ai privati con attività mirate ai consumatori finali.

 

Inoltre, questo tempo è stato per noi momento di riflessione, ci per mettere a punto delle nuove strategie per il futuro, prima fra tutte quella legata alla comunicazione online.

Forse senza precedenti, oggi, i canali social, ad esempio, si sono rivelati una leva efficace e strategica nel rafforzamento della relazione tra l’azienda ed i consumatori finali, per il posizionamento del marchio.

 

 

5) Guardando al futuro invece, quali sono gli obiettivi che il Birrificio si propone di raggiungere nel 2021?

  

Vincenzo: Nei progetti futuri vi è in primis la realizzazione di una coltivazione di alga spirulina, sulla parte superiore dello stabilimento.

 

Sempre in virtù della concretezza della visione sostenibile che ci contraddistingue, con questo progetto riusciremo a dare una seconda vita alla C02 utilizzata nei processi di fermentazione senza più disperderla.

L’ampliamento dell’impianto di produzione, è un altro obiettivo per il 2021. Abbiamo già acquistato nuovi fermentatori per la nostra cantina e a breve partiremo con la proliferazione dei lieviti così da sostituire quelli commercializzati sul mercato e conferire alla birra un’identità unica con un lievito madre prodotto noi.

 

Inoltre, stiamo per presentare una nuova tipologia di prodotto, N’artigiana senza glutine, così da arricchire la linea ed offrire ai nostri clienti una gamma completa che soddisfi le esigenze di tutti i consumatori. In estate lanceremo una nuova iniziativa “N’aperitivo”: il connubio perfetto tra birra e tarallo napoletano per rendere memorabile uno dei momenti più amati dai consumatori, magari sullo sfondo del nostro meraviglioso lungo mare e sulle note classiche della canzone che ha reso Napoli famosa in tutto il mondo

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