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Crowdfunding:un cambiamento culturale

Strumento a complemento della finanza tradizionalenel segno dell’innovazione e della trasparenza

Fulvio Scognamiglio

Postato il: 06-Nov-2019

In uno scenario macroeconomico che continua ad essere fragile ed instabile, continua la tendenza alla riduzione degli impieghi da parte degli istituti bancari. Gli stringenti parametri di valutazione (rating), l’accumulo di NPL (Non Performing Loans), e la riduzione/stagnazione dei tassi di interesse spingono gli Istituti bancari a ripensare i propri modelli di business.

 

Come reagire alla riduzione dei finanziamenti bancari?

 

  1. I nuovi strumenti finanziari

Su insistenza e proposta delle associazioni degli imprenditori, negli ultimi anni si sono succeduti diversi provvedimenti normativi con lo scopo di rendere maggiormente convenienti gli apporti di capitale di rischio o di consentire la raccolta di capitale di debito con strumenti alternativi al credito bancario (minibond). Altre iniziative sono state avviate con l’obiettivo di favorire l’offerta di capitali verso le imprese, sia nella forma del capitale di rischio (private equity) sia nella forma del debito (private debt).

Questi nuovi strumenti sono spesso etichettati come ‘alternativi’ al credito bancario. In realtà essi non sono destinati a ‘sostituire’ il ruolo degli intermediari bancari nel finanziamento delle imprese; al contrario, essi possono rafforzare la capacità di accesso al credito bancario e, pertanto, vanno considerati come strumenti complementari.

 

 

  1. Impatto sulle PMI

Le caratteristiche di queste nuove fonti di finanziamento ne fanno strumenti molto diversi dal credito bancario; in particolare per il loro impatto sulla governance d’impresa. La preferenza per il credito bancario da parte degli imprenditori è dovuta non solo alla convenienza, ma anche all’obiettivo di limitare l’ingerenza dei finanziatori esterni nelle scelte dell’impresa. Il rapporto con gli intermediati bancari, fondato sul sistema delle garanzie personali o reali, prevede una limitata o nulla ingerenza dell’intermediario nelle scelte dell’impresa e una scarsa necessità di trasparenza e comunicazione su tali scelte. Questa propensione è spiegata non solo dal modello di governance tipico delle PMI (proprietà e gestione familiare) ma anche dalle necessità di flessibilità e rapidità decisionale che costituiscono uno dei principali fattori di competitività delle PMI.

 

L’impatto sulla governance d’impresa, e sulle necessità di trasparenza e comunicazione, cambiano in modo consistente quando si prendono in considerazione i nuovi strumenti finanziari. Al fine di valutare e monitorare i rischi assunti gli investitori in private equity e private debt richiedono all’impresa standard di trasparenza e comunicazione molto più elevati di quanto non facciano gli intermediari bancari.

 

Per queste ragioni gli interventi di private equity e venture capital hanno finora interessato un numero molto ridotto di imprese. Si tratta di un mercato che deve ancora esprimere gran parte delle sue potenzialità, sia considerando il gran numero di PMI che potrebbero accedervi, sia considerando la quantità di risorse finanziarie attualmente disponibili.

 

 

  1. I driver del cambiamento

Gli imprenditori che hanno volontà di percorre la strada della crescita e dell’innovazionedevono acquisire la consapevolezza che approcciare questi nuovi strumenti non significa semplicemente sostituire una fonte di finanziamento con un’altra;si tratta di un’occasioneoccasione per ripensare le strategie di sviluppo e i modelli di governance della propria impresa.

Le basi per un cambiamento significativo ci sono tutte. In particolare oggi due fattori spingono verso i nuovi strumenti di finanza: le grosse masse di liquidità privata pronta ad essere collocate su finanziamenti “interessanti” e le nuove tecnologie legate al mondo delle Fintech (piattaforme e portali).

Tra i nuovi strumenti un ruolo centrale è ricoperto dal Crowdfunding.

 

 

  1. Cos’è il Crowdfunding

Il termine Crowdfunding, indica il processo con cui più persone ("folla" o crowd) conferiscono somme di denaro (funding), anche di modesta entità, per finanziare un progetto imprenditoriale o iniziative di diverso genere utilizzando siti internet ("piattaforme" o "portali") e ricevendo talvolta in cambio una “ricompensa" (cfr. Consob).

Il crowdinvesting è un sottoinsieme del crowdfunding, laddove investitori finanziari diffusi possono, attraverso una piattaforma internet abilitante, rispondere direttamente ad un appello rivolto alla raccolta di risorse per un progetto, in cambio di una remunerazione del capitale" (cfr. Politecnico di Milano), a differenza delle forme prevalentemente "social".

Nell’ambito del Crowdinvesting, principalmente riconosciamo:

  • Il lending crowdfunding (o social lending)è "uno strumento attraverso il qualeuna pluralità di soggetti può richiedere a una pluralità di potenziali finanziatori, tramite piattaforme online, fondi rimborsabili per uso personale o perfinanziare un progetto " (cfr. Banca d'Italia)Il lending crowdfunding è un meccanismo di prestiti tra privati in cui rientrano sia il consumer lending (persone fisiche) che il business lending (imprese)

 

  • "Si parla di equity-based crowdfunding quando tramite l'investimento onlinesiacquista un vero e proprio titolo di partecipazione in una società: in talcaso, la "ricompensa" per il finanziamento è rappresentata dal complesso di diritti patrimoniali e amministrativi che derivano dalla partecipazione nell'impresa" (cfr. Consob)

 

  • "L’invoice trading consiste nellacessione di una fattura commercialeattraverso un portale Internet che seleziona le opportunità, e sostituisce iltradizionale ‘sconto’ della fattura attuato dalle banche per supportare il capitale circolante. La cessione viene attuata o tramite un’asta competitiva o tramite il tranching in tante porzioni, ridistribuite fra diversi investitori. Gli investitori quindi anticipano l’importo della fattura, al netto della remunerazione richiesta"

 

 

  1. Le agevolazioni nel Crowdfunding

La normativa italiana, la prima in Europa a regolamentare questi strumenti, prevede diverse facilitazioni ed agevolazioni, tra le altre:

  • l’estensione dell’equity crowdfunding a tutte le PMI;
  • l’applicazione della ritenuta sostitutiva del 26% ai proventi del lending crowdfunding;
  • una detrazione fiscale pari al 40% della somma investita da persone fisiche in Startup, PMI innovative e OIRC;
  • una deduzione fiscale pari al 40% per le persone giuridiche che investono nelle stesse tipologie di società.

 

Il Crowdfunding, quindi, insieme al Private equity, private debt e mini-bond, è uno strumento che si adatta a imprese diverse, rispondendo ad un’esigenza comune: creare per l’azienda un canale complementare al sistema bancario tradizionale.

 

Nonostante le agevolazioni fiscali e i vantaggi per le imprese però, accedere a questi canali può risultare complesso dal punto di vista pratico. Per questo motivo alcuni operatori si sono specializzati nel settore, e agiscono come intermediari tra i risparmiatori e le imprese, gestendo tutto il processo.Affidarsi a specialisti nel settore del funding può aiutare la tua impresa a capire quale sia lo strumento più adatto per finanziare i progetti di crescita, garantendo l’equilibrio finanziario nel breve e medio-lungo termine.

 

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