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Come la moda reagisce al Covid: digitale e sostenibilità sono le chiavi per superare la crisi e guardare al futuro

Il settore moda è stato profondamente colpito dalla pandemia, tuttavia alcune realtà imprenditoriali resilienti, hanno reagito e guardano al futuro. Ne parliamo con Marco Montefusco, Retail & Marketing Director di AGB Company SpA

Luca Genovese

Postato il: 19-May-2021

1)Buongiorno Marco, A.G.B. Company SpA è un'azienda che opera nel settore fashion, puoi dirci in che modo opera e cosa si propone di fare ?

 

Marco: La A.G.B. Company SpA, fondata nel 1998 a Napoli da Antonio, Giuseppe e Bruno Montefusco, seppur giovane, vanta una consolidata esperienza nel settore dell’ abbigliamento e degli accessori, maturata sui più rilevanti mercati internazionali, grazie alla storica attività di famiglia protagonista per oltre Ottant’anni nella produzione artigianale e distribuzione di guanti in pelle uomo/donna/bambino.

 

Fin  dalla  costituzione,  lo  sguardo  e  l’attenzione  della proprietà è rivolto al futuro. Pur  continuando, infatti, la  tradizione  di  famiglia  legata  alla produzione artigianale di guanti in pelle, l'azienda inizia a muovere i primi passi  nel  mondo  della  produzione  abbigliamento  kids, settore nel quale si consolida in breve tempo e in cui opera con successo da ormai oltre 25 anni.

 

Dal 2005 licenziataria esclusiva Worldwide per le collezioni Junior 0-16 anni di Harmont & Blaine.

 

Da sempre attenta alle evoluzioni del mercato, nel 2011 la AGB Company ha avviato un importante piano di investimenti volto allo sviluppo del retail diretto "Harmont & Blaine Junior" nei principali Shopping Mall su tutto il territorio nazionale.

 

La linea junior è inoltre distribuita nei flagship store Harmont&Blaine di Milano, Sorrento, Parigi, Panama City, Città del Messico e Malta, per citarne alcuni, oltre che in una selezionata lista di partner multibrand e su alcuni dei più rilevanti marketplace internazionali specializzati.

 

2) Harmont & Blaine è un brand nato a Napoli, contraddistinto dal noto marchio del Bassotto. Un marchio di moda upper premium dall’anima italiana e dalla forte vocazione internazionale. La pandemia purtroppo ha duramente colpito il settore, infatti nel 2020 le vendite dei negozi moda sono calate in media del 43,4%. Puoi spiegarci come l’emergenza Covid-19 ha influenzato la vostra attività? In particolare la linea junior rispetto alle altre collezioni è riuscita a reagire meglio, avendo beneficiato di restrizioni meno stringenti in Italia?

 

Marco:Si, Harmont & Blaine nasce a Napoli nel 1995, dal 2005 siamo licenziatari esclusivi Worldwide per le collezioni Junior 0-16 anni, la sfida è stata  riportare la filosofia del celebre brand del bassotto nella moda per bambini, sia in termini di ispirazione che di valori, coniugando al meglio design, qualità e attenzione per i dettagli.

 

Il settore moda è stato sicuramente tra i più colpiti dalla pandemia, oltre alle restrizioni, che hanno generato lunghi periodi di chiusura delle attività, anche la mancanza di occasioni d'uso ha ulteriormente contribuito alla contrazione dei consumi.

 

Rispetto alla media di settore, però, siamo riusciti a contenere il calo di vendite e fatturato. Il settore bimbo è già "fisiologicamente" avvantaggiato dal fatto che il prodotto ha un ciclo di utilizzo minore legato alla crescita dei bambini; riguardo alle minori restrizioni, sicuramente hanno contribuito ma ovviamente la mobilità è rimasta molto limitata per periodi lunghi, e quindi per colmare questa distanza con i nostri clienti, abbiamo attivato velocemente una serie di sevizi, tra questi, la possibilità al cliente di avere una consulente alle vendite dedicata, di acquistare comodamente da casa e di ricevere tutto direttamente dal punto vendita a casa.

 

Grande attenzione è stata data ovviamente all'acquisto in sicurezza, è stato importante fin da subito, dopo il primo lockdown di Marzo 2020 dare ai clienti un messaggio chiaro e rassicurante circa la possibilità di tornare nei nostri punti vendita.

Abbiamo formato tutto il personale sul tema, così da esseri pronti ad accogliere i clienti nel miglior modo possibile.

 

3) Tra le conseguenze della pandemia, sicuramente c’è il cambiamento del comportamento dei consumatori. Nel 2020 infatti si è registrato un boom dell’e-commerce e questo ha permesso a molte attività di colmare le chiusure degli store fisici con gli acquisti online. Anche per la vostra attività l’e-commerce si è rivelato un valido supporto? Avete notato dei cambiamenti nel comportamento dei vostri clienti? Come state pensando, in particolare, di andare incontro alle esigenze dei nuovi “digital consumer ”?

 

Marco: Sicuramente la pandemia ha dato una spinta importante a tutto il settore per lo sviluppo delle strategie digitali, ha anticipato azioni che probabilmente nel periodo pre-pandemia ciascuna azienda programmava a 18/36 mesi. L'emergenza Covid-19 ha "costretto" tutti a lavorare meglio e più velocemente a piani di sviluppo digitale.  

 

Oggi l'azienda è impegnata in una sfida ancora più complessa, innovativa e avvincente: l'omnicanalità.

In piena sinergia con la casa madre si sta lavorando all'attuazione di una strategia volta ad un'integrazione sempre maggiore tra negozio fisico (off-line) e on-line, con l'obiettivo di mettere al centro i clienti e far vivere loro un'esperienza d'acquisto sempre più piacevole; in linea con la nuova strategia un topic importante è la creazione di contenuti social sempre più accattivanti e innovativi, in grado di coinvolgere il cliente.

 

Sono processi complessi, e seppur la quota on-line è cresciuta a doppia cifra nel 2020 ha solo in parte contribuito a colmare quanto perso con le chiusure degli store fisici.

 

4) Nell’era post Covid, “digitale” e “sostenibilità” sono diventante le parole chiave per la ripresa e il successo delle imprese. Puoi raccontarci se Harmont & Blaine junior si sta muovendo in tal senso? E’ prevista l’integrazione di questi due aspetti nella vostra strategia d’impresa?

 

Marco: Assolutamente si, sono due temi centrali per lo sviluppo futuro. Quello della digitalizzazione, come anticipato, riguarderà tutti gli aspetti per una sempre maggiore integrazione tra e-commerce e negozio fisico, anche se continuiamo a credere che le sensazioni e le emozioni che può trasmettere il contatto umano e quindi lo shopping cosiddetto "tradizionale" in store non cederanno mai completamente il passo. Avremo negozi sempre più digitalizzati con sempre maggiori servizi al cliente.

 

Riguardo al tema della sostenibilità, crediamo fortemente che oltre ad essere un driver di sviluppo è un obbligo morale che abbiamo nei confronti delle future generazioni. Basti pensare che l’Industria Tessile, con le sue 1,7 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno, contribuisce in modo significativo all’emissioni di gas serra, complessivamente, il tessile/abbigliamento produce in un anno più CO2 di tutto il traffico aereo e marittimo messi insieme. Gli scenari futuri si aspettano un aumento del fabbisogno di abbigliamento, passando da 62 milioni di tonnellate nel 2015 a oltre 102 milioni nel 2030.

 

Di conseguenza, ci saranno grandi opportunità ma inevitabilmente si avrà un incremento dell’inquinamento e dei rischi per l'ambiente, pertanto dobbiamo lavorarci fin da subito.

 

Già dalla prossima Primavera/Estate 2022 presenteremo in collezione una serie di prodotti realizzati in tessuti organici, stiamo lavorando anche a tutto il packaging, sarà un processo che man mano toccherà tutti gli ambiti. Al centro sempre un'attenzione particolare alla formazione, la trasformazione digitale e l'attenzione al tema della sostenibilità passano anche attraverso la formazione delle persone coinvolte nel cambiamento, con l'obiettivo di creare un team interno specializzato in grado di presidiare al meglio i processi.

 

5) Guardando al futuro invece, quali sono gli obiettivi a breve e lungo termine che vi siete posti?

 

Marco: Con l'avanzare della campagna vaccinale il peggio è alle spalle e, anche se non nell'immediato, ci aspettiamo un rimbalzo importante nei prossimi mesi.

 

Siamo, però, convinti che la crescita a medio-lungo termine, come detto prima, passa attraverso il digitale e la sostenibilità, su questi due temi investiremo tanto nei prossimi anni, senza trascurare la centralità del nostro progetto retail, che sarà anch'esso adeguato alle nuove esigenze dei consumatori.

 

E infine rimane fermo l'obiettivo di una sempre maggiore crescita internazionale con particolare attenzione ai paesi del Medio Oriente, Russia e Asia.

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